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Scuola, ripristinati 116€ più arretrati con emissione speciale: la data di accredito

Il cambiamento più immediato riguarda il ripristino dell’anticipo contrattuale previsto dal CCNL 2022-2024.
Tornano i 116 euro mensili e arrivano gli arretrati (www.dantect.it)

Si muove qualcosa di concreto, finalmente, nelle buste paga dei dirigenti scolastici. Tra marzo e aprile 2026 iniziano a vedersi i primi effetti economici.

Il cambiamento più immediato riguarda il ripristino dell’anticipo contrattuale previsto dal CCNL 2022-2024. Dopo la sospensione di inizio anno, da marzo i dirigenti scolastici tornano a percepire 116,65 euro lordi al mese, una cifra stabile che anticipa gli aumenti futuri.

Parallelamente, attraverso un’emissione speciale su NoiPA, vengono recuperate anche le somme non corrisposte nei primi due mesi dell’anno. Gli arretrati di gennaio e febbraio vengono infatti pagati in un’unica soluzione, restituendo quanto era rimasto sospeso.

Un doppio intervento, quindi, che si traduce subito in un incremento visibile nella busta paga di primavera.

CCNI e retribuzioni accessorie: altri importi in arrivo

Guardando oltre l’immediato, il quadro economico si amplia con ulteriori voci. Il CCNI 2020-2023, firmato a marzo 2026, introduce un aumento del Fondo Unico Nazionale con decorrenza retroattiva dal 2021. La stima media si aggira intorno ai 1.140 euro lordi complessivi, anche se con differenze legate alle diverse regioni.

A questo si aggiunge il nuovo CCNI 2024-2025, che interviene sulla retribuzione di posizione variabile con un incremento di circa 500 euro lordi annui. Tradotto sui primi mesi del 2026, significa una cifra intorno agli 850 euro lordi.

Non finisce qui. È attesa anche la retribuzione di risultato relativa all’anno scolastico 2024-2025, che mediamente può arrivare a circa 5.400 euro lordi, a cui si sommano eventuali integrazioni per le reggenze.

Nel complesso, si tratta di un pacchetto che va ben oltre il semplice anticipo mensile e che inizia a dare forma a un recupero strutturale.

CCNL 2022-2024: arretrati più consistenti entro l’estate

Il capitolo più rilevante resta però quello legato al rinnovo del CCNL 2022-2024, le cui trattative sono ufficialmente partite il 16 marzo presso l’ARAN.

Secondo le stime dell’ANP, gli arretrati maturati potrebbero arrivare entro agosto a circa 6.300 euro lordi, a cui si aggiungerebbero aumenti retributivi complessivi pari a circa il 6% nel triennio.

Se si sommano tutte le voci – anticipo mensile, arretrati, incrementi del fondo e retribuzioni accessorie – il totale potenziale può avvicinarsi ai 14.000 euro lordi.

Una parte significativa di queste somme sarà soggetta a tassazione separata, un aspetto che potrebbe rendere l’impatto netto più favorevole rispetto a un’erogazione ordinaria.

Sul fronte fiscale, da marzo 2026 entra in gioco anche la detassazione sugli aumenti contrattuali, ma con regole precise.

Detassazione degli aumenti: chi ne beneficia davvero(www.dantec.it)

Sul fronte fiscale, da marzo 2026 entra in gioco anche la detassazione sugli aumenti contrattuali, ma con regole precise. L’aliquota agevolata è fissata al 5%, ma si applica esclusivamente alla quota di aumento derivante dai rinnovi contrattuali.

Il beneficio riguarda i lavoratori che nel 2025 hanno dichiarato un reddito fino a 33.000 euro annui e si applica ai contratti rinnovati nel 2024 e nel 2025, restando invece esclusi quelli siglati nel 2023.

Un elemento interessante è che la detassazione si estende anche alle tranche di aumento già erogate negli anni precedenti, permettendo un recupero retroattivo che può ampliare l’effetto positivo in busta paga.

Un primo segnale, ma il percorso è ancora aperto

Quello che si vede tra marzo e aprile è, in sostanza, un primo segnale concreto dopo una lunga fase di attesa. Le cifre iniziano a essere significative, soprattutto considerando l’insieme delle voci che si accumulano nei prossimi mesi.

Resta però aperto il nodo del rinnovo definitivo del contratto, da cui dipenderà la stabilizzazione degli aumenti e la loro reale incidenza nel tempo.

Per ora, nelle buste paga dei dirigenti scolastici si intravede un cambio di passo. Non è ancora il punto d’arrivo, ma è il momento in cui qualcosa, finalmente, inizia a muoversi davvero.

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