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La vecchia moneta italiana con cui oggi ti compri una casa: i nonni ti hanno lasciato un tesoro, si parte da 50mila euro

Una passione che non si limitava al collezionismo, ma che si tradusse in un vero interesse scientifico per la numismatica
Il caso dei 10 centesimi del 1908: rarità assoluta (dantect.it)

Vittorio Emanuele III, oltre a essere stato uno dei sovrani più longevi e controversi della storia italiana, era anche un appassionato studioso di monete.

Una passione che non si limitava al collezionismo, ma che si tradusse in un vero interesse scientifico per la numismatica, tanto da influenzare direttamente la qualità e il valore artistico delle monete coniate durante il suo regno.

Non è quindi un caso se oggi alcune di quelle monete sono tra le più ricercate in assoluto dai collezionisti. In alcuni casi, il loro valore ha superato cifre che fino a pochi anni fa sembravano impensabili.

Tra le monete più ambite spicca senza dubbio il 10 centesimi del 1908 con il volto di Vittorio Emanuele III. Si tratta di un esemplare estremamente raro, spesso confuso con la versione “prova”, che però ha una diffusione leggermente più ampia.

La particolarità di questa moneta è legata al numero limitatissimo di pezzi esistenti. Uno degli esemplari, per esempio, è addirittura incorporato nella struttura della storica sede della Zecca dello Stato a Roma. Un dettaglio che racconta quanto fosse simbolica e preziosa già all’epoca.

Oggi, quando compare sul mercato, la sua valutazione può superare i 50.000 euro, una cifra che la colloca tra le monete italiane più preziose mai battute.

Dall’Unità d’Italia alle grandi emissioni d’argento

Scendendo leggermente per rarità, ma non per interesse storico, ci sono le 5 lire d’argento del 1861 con il volto di Vittorio Emanuele II, coniate per celebrare l’Unità d’Italia.

Prodotte in circa 20mila esemplari dalla Zecca di Firenze, rappresentano una delle prime emissioni ufficiali del Regno. Il loro valore oggi può superare i 30.000 euro se conservate in condizioni eccellenti.

In questo caso non è solo la rarità a incidere sul prezzo, ma anche il forte peso simbolico: si tratta di una moneta che segna l’inizio di una nuova fase della storia italiana.

Un altro pezzo molto ricercato è la 100 lire “Vetta d’Italia”, emessa per celebrare i primi 25 anni di regno di Vittorio Emanuele III.

Le 100 lire “Vetta d’Italia”: quando arte e politica si incontrano(www.dantect.it)

Un altro pezzo molto ricercato è la 100 lire “Vetta d’Italia”, emessa per celebrare i primi 25 anni di regno di Vittorio Emanuele III.

Il nome deriva dalla raffigurazione della montagna che, all’epoca, rappresentava il punto più a nord del Paese. Ma ciò che rende questa moneta particolarmente interessante è l’attenzione artistica con cui fu realizzata, probabilmente anche per volontà dello stesso sovrano.

Oggi la sua quotazione si aggira intorno ai 6.500 euro, ma può variare sensibilmente in base allo stato di conservazione.

Attenzione ai 50 centesimi: piccoli ma preziosi

Non tutte le monete di valore sono immediatamente riconoscibili. Alcuni esemplari da 50 centesimi di lira con il volto di Vittorio Emanuele III possono sorprendere per le loro quotazioni.

Le versioni del 1919, sia con i leoni sia con il simbolo dell’impero, possono arrivare fino a 8.000 euro. Ancora più sorprendenti sono quelle del 1936, che in alcuni casi hanno raggiunto i 15.000 euro.

Si tratta di cifre che rendono evidente quanto anche una moneta apparentemente comune possa nascondere un valore importante, soprattutto se rara o ben conservata.

Il record: la 20 lire “Elmetto” in oro

Il vero vertice del collezionismo legato ai Savoia è però rappresentato dalla 20 lire in oro “Elmetto”, coniata in versione prova poco prima del 1928 per celebrare il decennale della vittoria nella Prima guerra mondiale.

Questa moneta non fu mai destinata alla circolazione ordinaria. Venne distribuita in pochissimi esemplari a figure di alto livello istituzionale, tra cui il re stesso e i vertici dell’esercito.

Si stima che ne esistano appena 15 esemplari. Quando uno di questi è stato battuto all’asta, la base di partenza era fissata a 200.000 euro, confermando il suo status di oggetto quasi leggendario nel mondo della numismatica.

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